</head>

Capitolo 17- Il ritorno del lettore

mercoledì, 07 novembre 2007

Estelle osservava il suo mostro personale mentre urlava i suoi sentimenti. Non riusciva a capire...cosa stava succedendo?

- Estelle…ehi…ci sei?

Era Etienne. Aveva uno sguardo preoccupato. Da uno dei tanti tavolini vuoti Audrey fissava Estelle, domandandosi il perché facesse tante storie. Le fece il gesto di sedersi accanto a lei.

Cosa fare ora? Estelle era indecisa…non poteva assolutamente presenziare allo spettacolo dell’artista assassino, ma non poteva neanche tradire la fiducia del caro amico.

Seguì Etienne verso il tavolino, in silenzio.

I due amici erano preoccupati, ma Audrey iniziava ad irritarsi. Era una giornata speciale per il designer, e qualunque lunatico problema fosse apparso alla mente della giovane, poteva di sicuro aspettare qualche ora. Aprì bocca per dare sfogo ai suoi sentimenti, quando Etienne, conscio del presunto gesto della ragazza la interruppe dicendo: - Ehi…non vi pare una melodia stupenda?

Non sapeva se avrebbe funzionato…però almeno aveva rimandato le strilla di qualche ora.

Audrey annuì, mentre distoglieva lo sguardo da Estelle. La giovane dai capelli corvini invece non voleva sentire. Come potevano definirla…una bella melodia? Era un assassino! Come potevano non rendersene conto? Chiuse gli occhi per abbandonarsi alla sua disperazione incompresa. Ma, con sua enorme sorpresa si rese conto che il maestro era tornato un angelo. Spalancò gli occhi e si alzò dalla sedia. Osservò il pianista che si dimenava mentre le sue mani erano ansiose di dipingere un’armonia senza fine. Estelle non riusciva a capire come il suo nobile orecchio non avesse percepito un tale amore, sulla soglia della porta. Si strinse le mani e si lasciò trasportare dai sentimenti. Era stupita di se…in quelle note non avvertiva nulla del diavolo che aveva sentito l’altra volta…bensì era tornato il genio del primo impatto.. il lettore della sua anima tormentata. Improvvisamente si sentì in colpa…ma…in fondo al cuore non riusciva a dimenticare quel precedente abuso. Due facce. Ecco chi era. Era un pianista a due facce, dalla doppia personalità e dal doppio sorriso.

In quel momento le mani dell’uomo si fermarono. La ragazza vide avvicinarsi a lui un altro uomo…che fortemente gli stringeva la mano.

- Estelle siediti! Che hai! Cosa ti succede! Muoviti!?

L’altra, come risvegliata da un sogno, si sedette e si scusò del suo comportamento. Audrey la ricambiò con uno sguardo torvo. Etienne impaurito iniziò a balbettare: - Allora.. come vi avevo accennato prima…il proprietario di questo locale mi ha chiesto di dipingere l’insegna del locale in maniera da attirare qualche cliente in più.. E’ un lavoro non molto retribuito…ma per iniziare e per farmi una nomea…dovrò pur fare qualcosa..

Il ragazzo abbassò la testa. L’entusiasmo di prima era svanito di colpo, alla vista dello svolgimento della serata. Audrey lo guardò con ancora più tristezza e per rincuoralo gli disse che invece era un’ottima opportunità per un giovane come lui, e che non doveva vergognarsene. Estelle lo abbracciò, e, una volta ristabilito il buon umore, la serata trascorse allegramente.

Verso le 23.00 il locale era semivuoto , quindi i ragazzi si avviarono verso l’uscita; ma prima di andarsene il ragazzo si presentò al padrone del locale. Mentre i due parlavo amichevolmente, accordandosi sull’affare, Audrey notò un uomo che spostava alcuni scatoloni. Si avvicinò a lui e con gioia capì che si trattava del pianista. Si accostò ancora di più e gli tese la mano congratulandosi per lo spettacolo sublime al quale aveva assistito. Il pianista era soddisfatto dei complimenti, ma aveva una sfumatura di delusione sul volto.

Dall’uscio Estelle si accorse della scena e si precipitò immediatamente verso i due. Non appena fu davanti al suo tormento lo guardò con occhi indagatori. Il ragazzo non sapeva cosa fare: da tempo aveva desiderato questo momento…e ora vedeva solo due immensi occhi che tendevano all’infinito di se. Audrey non sapeva cosa stesse accadendo. Era in panne e fuori posto. Fu Estelle a parlare per prima:

- Oggi sei stato sublime.

Il pianista aveva osservato solo l’impercettibile movimento delle labbra rosse, il suono era arrivato molto dopo.

- Ah…grazie, sono molto contento che ti sia piaciuta.

- Mi eri piaciuto anche l’ultima volta, certo…prima del tuo abominio.

Lei era inespressiva. Le labbra ora serrate, si mordevano tra loro.

Lui era sconvolto.. lei si ricordava del loro precedente incontro…non sapeva se gioire o esserne triste...

- Estelle!  Ma cosa dici! Piantala di sentenziare e tappati quella boccaccia!

Era Audrey adesso ad avere voce in capitolo. Allontanò la ragazza dal pianista, e come per portarla via la afferrò per un braccio, scusandosi con il suonatore. Ma Estelle glielo impedì e urlò a gran voce: Come ti sei permesso di giocare così con la mia anima? Prima mi illudi…poi mi distruggi.. e oggi fai come se nulla fosse successo! Sei un folle! Chi ti credi di essere? Un giudice? Che può decidere chi disintegrare e chi far sopravvivere? Hai mai pensato che con le tue note tu possa ferire qualcuno?

Solo allora, quando ebbe finito il suo discorso si girò e corse via. Uscì dal locale e respirò a pieni polmoni. Ora si sentiva decisamente meglio.

- Eh mia cara…come ti capisco…all’inizio facciamo tutti così…per lo meno noi nobili dentro.

La ragazza si voltò di scatto. Era un ragazzo gracile e con i capelli castani. Aveva in mano un cappello sgualcito.

- Però cara mia…esageri…

Estelle era allibita. Chi era quel ragazzo per dirle una cosa simile? Lui andava verso di lei.

- Cosa ne sai di quello che provo..

Furono le uniche parole che lei riuscì a pronunciare.. era troppo sconvolta.. Tuttavia alla luce di un lampione le parve di riconoscere quel giovane.. ma sì.. era lo stesso ragazzo che aveva incontrato la prima volta…fuori dal locale.

Lui si fermò davanti a lei.

- Non preoccuparti, quando sarai maturata capirai…ora però…non farti sopraffare dalla rabbia e dall’incomprensione. Cerca di capire cosa vuole dirti.

- Cosa vuole dirmi? - Sussurrò lei.

Il ragazzo rimase silente.

- Cosa vuole dirmi! – Urlò.

Ma la sua voce formò solo un’eco senza risposta, un sibilo che la colpì fino nel profondo, come quelle dolce e pungenti chiavi di lettura.

Image Hosted by ImageShack.us


 

commenti (4)


inscatolato in

inchiostrato da WitheredFlower

permalink

Music


music player
I made this music player at MyFlashFetish.com.

Uhuhuhu

Read!

Siamo molto grati a voi tutti che ci leggete, ma ve ne saremo ancora di più se lasciaste un commento!

Say it.


Favorites

Se volete aggiungerci nei vostri Preferiti cliccate sul Banner

Friends

Wolfgang Alinik


Manifesto Degli Urlatori

immagini

testo testo testo testo

Credits

Template realizzato da Francy per Velvet Graphic.
Special Thanks to: MANINAGRAPHIQ